Unpaiodi

   Un paio di settimane dopo il ritorno, Stefano e Lisa si procurarono gli attrezzi e i materiali e svilupparono il rullino per proprio conto. Ne uscirono delle diapositive nitidissime, dalle quali non era difficile riconoscere la coppia scellerata mentre, presso la tenda, oltraggiava i corpi dei due giovani campeggiatori. Sebbene preparati a quelle immagini, Francesca ed io restammo presi da sgomento al vederle proiettate sul muro, né sapemmo che dire o che pensare dinanzi a quella capricciosa perversione. Andammo a farne delle copie presso un nostro amico fotografo e le spedimmo in forma anonima alla polizia, con qualche indicazione su chi cercare e dove. Stefano e Lisa invece rimasero in disparte, ben lieti di lasciare a noi tali incombenze e, nella loro ansiosa brama d'oblio, come noncuranti di ciò che poteva ancora accadere.
   Passò qualche tempo. Una mattina trovammo sui giornali la notizia dell'arresto di un funzionario di polizia e della sua amante, con l'accusa principale di essere gli autori degli omicidi lungo il fiume e presso il bosco. Durante una perquisizione nell'albergo che la donna gestiva, lo stesso albergo dove i nostri amici sarebbero dovuti andare quella sera, gli investigatori avevano trovato una quantità enorme di materiale pornografico e alcune dosi di eroina. Si era infatti accertato che entrambi facevano uso di quella sostanza.