Stefanor
Stefano rimase visibilmente imbarazzato da quella scoperta: era come se avesse dichiarato il suo desiderio di far l'amore con l'amica. Per evitare l'onta della giustificazione e delle scuse, ma tuttavia sorridendo e meditando già una contromossa, uscì velocemente dalla tenda e si sottrasse allo sguardo indagatore di Lisa. Lei però lo incalzava da dentro.
"Guardalo il fetentone! Fai bene a fuggire, a nasconderti! E così avevi pensato a tutto, eh?" Ma non c'era alcun rimprovero nella sua voce, piuttosto un tono ironico e canzonatorio che rassicurò Stefano sul buon umore dell'amica. Infilatasi una maglietta e un paio di mutandine, Lisa sbucò dalla tenda con un fare battagliero.
"Allora? Cos'è che inventerai per giustificarti?"
"Ma non devo giustificarmi" replicò Stefano che si stava dirigendo verso il fiume "non erano mica per te".
"Senti senti!" fece Lisa seguendolo.
"Siamo in Arcadia, no? Potrei sempre trovare una pastorella bisognosa di affetto... Sono un ragazzo per bene, io, così avrei preso le giuste precauzioni" e s'interruppe per non scoppiare a ridere.
"Ci hai pensato stanotte a una scusa così scema?"
"Perché, ne avresti trovata una migliore?"
"Io, caro mio, non ho bisogno di trovare scuse".
"Già, e la valeriana di ieri sera?"
"Che vuoi dire?" un velo d'imbarazzo si stese all'improvviso sul volto di Lisa colorendolo di un rosso leggero.
"Non penserai che ci abbia creduto, no?" insistette Stefano scherzoso e insinuante.
"Creduto a cosa?"
"Erano pillole, non valeriane".
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