Sisiprop
"Sì sì, proprio mai visti" ripeteva quello come un babbeo "mai visti, mai visti".
"Il prete che stava qui, almeno, se lo ricorda?" provai.
"Oh quello, poveretto, era proprio scemo. E' sparito, se n'è andato via".
"E quando?"
"Oh, be', dopo che hanno ammazzato quei due ragazzi a una ventina di chilometri da qui. Anche quello è stato l'anno scorso. Ma era proprio scosso, poveraccio" aggiunse scuotendo la testa. "Per me non era un prete. C'è chi dice che era lui che andava in giro la notte a ammazzare la gente. Dicono che s'è nascosto qui intorno. Mah. Ho anche sentito che s'è fatto missionario. Chi lo sa dov'è finito?" E così com'era comparso, all'improvviso il vecchio ci salutò frettolosamente e ritornò nella canonica. Anche noi ce ne andammo.
Stefano e Lisa rimasero a scrutare il cielo, non più così ostile ma denso di volubili linfe. Il disco rosso del sole s'era frattanto abbassato, anch'esso divenuto più amichevole, privo di raggi e all'improvviso stanco. Ebbero come l'impressione di trovarsi in un paese straniero, dissimile per leggi e per costumi dai territori che avevano percorso fino allora, dove anche la natura obbedisse a codici nuovi. Il banale mutamento atmosferico, davvero minimo e normale dopo tutto, gli apparve rivelatore di un ordine diverso delle cose, di un vasto rivolgimento della materia che solo in quel momento gli si faceva cosciente. Assurda e irrazionale sensazione confermata ed anzi rafforzata dal fatto che si accorsero di non sapere in realtà dove fossero. Da quando avevano passato il fiume, infatti, erano entrati in una zona apparentemente disabitata, in cui i soli esseri viventi che avevano incontrato, Leonardo e Martino, erano più spettri e demoni dei boschi che uomini vivi. Di tutti gli altri sapevano che c'erano, che alcuni vagavano la notte in cerca di laidi piaceri, che altri calpestavano il senso sacro della vita torturando e uccidendo, ma rimanevano invisibili agli occhi, ombre, nient'altro che nomi senza immagine; o neppure i nomi, solo il vuoto tagliente della loro assenza. Anche la macchina che avevano visto passare e quasi fermarsi gli era apparsa priva di presenza umana, un vuoto meccanismo di metallo e vetro, vivo di un fuoco velenoso e nascosto che gli bruciava dentro con un sordo vibrare. Lisa fu la prima a tradurre in parole quello smarrimento.
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