Sicurame
"Sicuramente c'è una forza misteriosa e potente che induce il tempo a tornare su sé stesso, le azioni a ricompiersi e il male a rifiorire... Come posso spiegare?... E' risuccesso ancora".
"Ma cosa? Accidenti!" lo incalzò Lisa.
"Ero seduto nel confessionale. Ogni tanto ci vado: a pensare, a fare sogni, oppure appoggio la testa e dormo. Mi ero addormentato. A un certo punto ho sentito bussare: ho aperto lo sportellino, ma senza svegliarmi del tutto. C'era una voce, una faccia, ricordo poco perché ero ancora intontito dal sonno, e avevo bevuto, penso. Diceva: "L'ho ammazzata io quella maiala. Strillava, strillava... Ci dovevi essere, prete. Ma ne faremo altri di questi lavori, vedrai!" Non ho sentito più niente. Ho pensato che avevo fatto un sogno..."
"Ma quando è stato?"
"Un mese e mezzo fa, più o meno, poco dopo che avevano ammazzato quella poveretta giù al fiume. E un mese dopo, quando hanno ritrovato l'altro cadavere, quello del ragazzo, è ritornato".
"E l'hai riconosciuto stavolta?"
"L'ho riconosciuto. Aveva il viso alterato, la voce contraffatta, ma l'ho riconosciuto".
"E che ti ha detto?" domandò Lisa con trepidazione.
"Che era stato lui, o erano stati loro, non sono riuscito a capire bene". Leonardo appariva sempre più affranto, la mente spossata. "Ricordo solo che rideva, che non sapevo che rispondergli". "Non ha detto nient'altro?" insistette Lisa.
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