Siandiam
"Sì, andiamo, andiamo, ma bisogna che ne faccia ancora una. Mi tremano le mani, speriamo che non venga mossa".
Inginocchiato accanto al corpo esanime e straziato, sotto l'occhio ronzante della telecamera, l'uomo lo pugnalava con ferocia due, tre, dieci e più volte. Ed ogni volta alzava il braccio verticale sopra la testa aspettando un attimo prima di far cadere il colpo, restando in quella posa solenne che dovevano avere gli antichi sacerdoti dinanzi al collo rassegnato del capro, tradendo poi la sua abiezione nel ghigno del volto e nell'insulto che se ne intuiva. La donna, come una baccante, danzava intorno alla scena del martirio ad officiare il suo perverso sabba tecnologico, esaltandosi ad ogni coltellata e lanciando strilli e imprecazioni ad ogni nuova lacerazione della carne.
I due amici si sentirono privi di forze e annichiliti di fronte a quel furore inesplicabile e cannibalesco. Vi ritrovarono le forme di un rito primordiale senza però capirne la ragione magica, senza vedervi, nel grumo delle azioni e nella musica dissonante delle urla, una qualche figura del mondo naturale o men che meno la scintilla di un dio. Silenziosamente ripresero le biciclette e con grande cautela si portarono fuori dalla possibile vista dei loro nemici, quindi risalirono in sella e si gettarono lungo il sentiero dall'altra parte del colle. Percorsero chilometri e chilometri in silenzio, pedalando a rotta di collo su stradine sdrucciolevoli e tortuose, evitando d'un pelo le buche più grandi piene d'acqua, tuffandosi nelle ampie pozzanghere, scartando pericolosamente sulla ghiaia. Premuti com'erano dall'impulso incontenibile alla fuga arrivarono a perdere, fra curve e biforcazioni, qualsiasi nozione d'orientamento. Non riconoscevano più il colle dal quale erano scesi e come ciechi, sospinti da un'angoscia soffocante, da un alito mortale che sentivano dietro ghermirli alle spalle, spingevano sui pedali nella muta disperazione della solitudine. Ma di fronte a un ennesimo bivio, Stefano si alzò dai manubri e fermò la bicicletta.
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