Senzasap
Senza sapere che fare, senza avere la forza di far niente, rimasero lì istupiditi a contemplare lo spettacolo potente della morte, perduti nei rivoli di sangue rappreso e nei piccoli crateri coagulati che suggellavano l'ultimo amplesso dei due giovani, affascinati, anche, da quella dipartita amorosa. Le indagini di polizia, poi, avrebbero accertato che il primo colpo mortale era entrato nella schiena della ragazza e, dopo averle trapassato il cuore, le era uscito dal petto penetrando nel cuore di lui e conficcandosi infine nella bruna terra. E nell'intreccio ancora languido dei corpi, nella pallida tenerezza dei gesti, i nostri amici sembravano intuire quella morte simultanea e rapidissima e ne trovavano un conforto nella pietrosa desolazione dell'anima.
Un volo improvviso d'uccelli li scosse e avvertirono a un tratto l'impressione che qualcuno, lì vicino, acquattato fra i cespugli a pochi metri da loro, li stesse osservando. Si sentirono sgomenti e indifesi, e girando lo sguardo su quel paesaggio silvestre e luminoso, gonfio d'umori dopo i mesi dell'arsura, gli parve di udire dei fruscii sommessi fra l'erba e nell'intrico spesso del sottobosco. L'armonia del luogo si era ormai totalmente mutata in una sinfonia metallica di stridori, che attraverso l'orecchio giungeva in vibrazioni frantumate e discordi alle ossa e, in quel caos di suoni e di presenze, Stefano e Lisa cominciarono ad agitarsi come se un fuoco gli bruciasse dentro. Cedendo ad un impulso irrefrenabile si misero a correre, a scappare freneticamente, terrorizzati dal cieco mistero dell'odio e dal disordine inebriante della morte.
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