Sentifec

   "Senti" fece Lisa ansimando "com'è diverso qui?"
   "Si sta un po' meglio, in effetti".
   "Non ne valeva la pena?"
   "E' bello" confermò Stefano "troviamo un posto per fermarci".
   A un certo punto il fiume formava un'ansa stretta e profonda, allontanandosi dalla strada di qualche decina di metri. Discesi di sella, portarono le biciclette sulla proda erbosa e si sistemarono a pochi metri dall'acqua.
   "Non ti spogli?" fece lui con un sorriso un po' provocatorio.
   "Ma dico, sei scemo?" Lisa cominciò a rovistare fra i bagagli. "Aiutami piuttosto a mettermi il costume".
   Con varie acrobazie di camicie e asciugamani si trasformò in una casta bagnante, coperta da un due pezzi che la proteggeva dagli occhi più lubrichi. L'amico si mise anch'egli il costume da bagno e, data in giro un'occhiata a sincerarsi che il luogo fosse vuoto di sguardi, le si sedette accanto. In quel luogo il fiume scorreva ai piedi di un'alta rupe verticale, una parete grigia e rugosa d'una trentina di metri all'incirca, che ormai da alcuni chilometri sovrastava il corso d'acqua. Dall'altra parte invece, dov'era la strada, lo spazio era più aperto e colli irregolari ed incolti chiudevano l'orizzonte un poco più lontano. Nonostante l'accanirsi del sole e l'assenza pressoché totale del vento, non venne loro in mente di entrare nell'acqua, ma anzi quasi non si mossero, per un paio d'ore, dall'angusto riquadro di terra su cui si erano messi fin dall'inizio. Del resto quella loro immobilità era come favorita dalla quiete assoluta del luogo, dove non un uccello, non una cicala, non una foglia veniva a turbare la vitrea nitidezza del pomeriggio. Solo il rumore dell'acqua faceva da controcanto al ritmico pulsare delle vene.