Seistato

   "Sei stato tu?" provò a chiedergli Stefano quasi sussurrando.
   "Non posso farci niente" continuava a dire scuotendo la testa. Poi ebbe come un attimo di esaltazione: "E' il Male" esclamò "il Male che cresce e s'innalza, la Bestia che trionfa!"
   "Oh cazzo! Svegliati! O ti spacco una sedia in testa!" Stefano si era alzato in piedi, rosso in viso e tremante dall'ira. Alzatasi anche lei, ma bianca come uno straccio, Lisa aveva intanto afferrato un lungo coltello per dare manforte all'amico.
   La reazione terrorizzata dei ragazzi ebbe l'effetto di scuotere Leonardo dalla sua folle ascesi. Rimase alcuni secondi a guardarli stralunato, con la bocca aperta e le mani a mezz'aria, mentre entrambi strisciando lungo le pareti cercavano di guadagnare l'uscita. Poi ebbe un fremito agli occhi e riacquisì coscienza della propria disperazione.
   "No!" implorò "che avete capito? Non andate fuori stanotte, vi prego! Non sono io, non sono io, dovete credermi!"
   "Ma tu lo sai chi è, è vero o no?" gridò Stefano.
   "E' vero, è vero, ma non dovete, non potete avere paura di me. Ho solo un po' di confusione in testa, aiutatemi, aspettate! Potrei cercare di spiegarvi".
   Stefano e Lisa si calmarono e scambiandosi un cenno decisero di tornare a sedersi. La spiegazione fu dapprima lenta, tormentosa e spezzata, uno scarno caos di parole. I due amici sedevano senza dire nulla, osservando più che ascoltando il nero fantasma di fronte a loro, che intanto aveva ripreso il bottiglione e lo stava vuotando con metodo. E col passare dei bicchieri le frasi di Leonardo si facevano sempre più cristalline, ritrovavano quel senso che la coscienza cercava in tutti i modi di nascondere.