Quandoho

   Quando ho iniziato il racconto di queste vicende ero come sospinto dalla luce degli eventi, dal loro chiaro e improvviso dispiegarsi in un mosaico di quiete allegorie che mi apparivano perfette e circolari. Ora mi accorgo invece che quelle immagini di smalto e d'oro, quei simboli di gelido cristallo minerale, si sono come corrosi sotto l'azione implacabile e metodica delle parole, né mi sembra possibile riconoscerli o ricostruirne il senso. Curiosamente il discorso, ribellatosi al dominio della mente, ha costruito immagini e formulato visioni che non sono meno vere o perspicue di quelle che mi spinsero a scrivere questa storia, ma pure ne deformano i contorni, nascondendo e rivelando vuoti e scabrosità, corrispondenze e scarti prima non percepiti. Così le situazioni, gli atti e gli eventi, le parole, mi paiono adesso in preda a una spirale senza senso, immersi in una notte che solo altre parole, forse, potrebbero lenire. Quale destino, in effetti, quale necessità formale poté mai sottendere l'assurdo incredibile fatto che durante il loro viaggio Stefano e Lisa incontrassero, se si eccettua Claudia, solo uomini e donne dalla mente sconvolta? Ma non esiste un luogo simile! Ed evidentemente devo essermi sbagliato quando credetti di vedere un disegno, di percepire una sanguigna simmetria in quel vagabondare senza meta, in quel giocare ossessivo con la morte. Adesso vedo solo confusione, disordine e follia, una cupa ostinazione distruttiva che si accanì sui nostri amici senza una ragione visibile.
   Fuggiti dallo spiazzo tirandosi dietro le biciclette, Lisa e Stefano proseguirono a piedi lungo la stradina fra basse siepi ed arbusti, senza saper bene dove andare e con il solo intento di allontanarsi il più possibile dai loro aggressori. In realtà si erano lasciati spaventare dalle minacce della donna e solo per quel motivo, ingenuamente, avevano scartato la strada principale. Ma pure il timore di nuovi e più terribili incontri, su quella terra ostile e spopolata, li aveva indotti a cercare la salvezza non sulla via più ovvia, non all'albergo dove avrebbero potuto facilmente ritrovarli, ma nell'intrico d'alberi e di sterpi della piccola selva che li sovrastava.