Nonviser

   "Non vi servirà proprio a niente" disse la donna, che persisteva, con un riso da scema, nelle sue strane azioni distruttive. Dopo la camicetta fu infatti la volta della gonna, che lacerò sul davanti a cominciare dal basso, poi si tolse una scarpa scalciandola distante, e così zoppicando andò a sedersi in terra accanto all'uomo. Si spostò il reggiseno, in modo da lasciare scoperto un capezzolo, e infine si tolse le mutande lasciandole però infilate ad una gamba, attorcigliate al polpaccio.
   Stefano e Lisa la guardavano per nulla divertiti, con gli occhi duri e le labbra serrate. Lei, in quel travestimento da mentecatta, in quell'eleganza finalmente disvelata, malvagia e indifferente al dolore, suscitava solo sentimenti d'ira, di repulsione fisica e paura, il timore inconfessabile che potesse trasmutarsi in qualche strano malefico animale portatore di morte e confusione.
   "Vedrete" disse col solito suo riso sbavato "quando questo coglione si sveglia dirò che lui m'ha violentata mentre tu mi tenevi. Ah ah!" rise gridando sdraiata a rotolarsi nella polvere. "Allora sì ci sarà da divertirsi!"
   I due amici si allontanarono da quella coppia di idioti, lasciandoli a esalare sulla terra secca la loro infeconda malinconia. Raccolsero le biciclette e s'inoltrarono a piedi su per il viottolo.