Nonstett

   Non stette a lungo in quella posizione, ché dei passi e il ritmo sincopato di una cantilena gli fecero rialzare la testa. La bambina era lì, vicino a loro, con un sorriso vergognoso e falso, un dito in bocca viscido di saliva e un mazzo di poveri fiori gialli in mano. Lisa si rigirò con l'espressione di chi vuol mordere qualcuno, ma al vedere quell'animalino selvatico lì accanto dondolarsi sulle gambe con la pancia in fuori, accennò un sorriso.
   "Ciao!" disse.
   La bimba estrasse il dito bavoso e se lo pulì sul bianco vestitino che indossava.
   "Voi due non vi baciate?" chiese poi.
   Stefano sollevò le sopracciglia sorpreso da quella domanda e per risposta fece schioccare un bacio sulla fronte di Lisa, anch'essa divertita e incredula.
   "Mamma e Gigi si baciano".
   La bimba cominciò a tormentare i fiori, ne strappava i petali, ne frantumava la corolla, ne masticava il calice. Un'innocenza distruttiva la faceva agire con metodica naturalezza, inconsapevole dei gesti.
   Stefano cercò di apparire paterno: "Poveri fiori" osservò "non si devono raccogliere, adesso muoiono. Vuoi farli morire?"
   La bimba diede in uno scoppio scomposto di risa, contorcendosi all'indietro e rischiando di perdere l'equilibrio. I due amici, ormai più infastiditi che sorpresi, si scambiarono un'occhiata complice.
   "Ormai che li hai raccolti" fece Lisa con un sorriso di quelli più ruffiani "regalali alla mamma. Portali a lei!"
   "La mamma fa la lotta con Gigi" rispose la bambina guardando per terra come intenta a cercare, facendo finta di scalzare una zolla col tacco.