Nonsiamo

   "Non siamo soli" precisò Stefano "siamo autonomi".
   "Sì" confermò Lisa "non ne abbiamo bisogno".
   "Non si può mica vivere senza amare!"
   "Eppure, nella tua recita, anche tu lo stai facendo" osservò Stefano.
   "Ma è diverso... E poi è tutto assurdo: io che lo vorrei non posso, voi che potreste non volete!"
   Tutti e tre si lasciarono andare a un sospiro di ironica rassegnazione, scuotendo il capo e allargando le braccia. Stefano riprese a provocare Claudia: "Ma sei sicura che ti lascino andare via, o che non ti facciano tornare se scoprono che sgarri?"
   "Ormai ho deciso: me ne vado e non torno" disse con un tono che non ammetteva repliche, ma tuttavia con un sottile tremito alla voce, un leggerissimo groppo alla gola.
   "E se non ti danno più i soldi?"
   "Piuttosto vado a battere". Divenne scura e contorse, nervosa, le mani. "Mi faccio scopare da camionisti e vagabondi, e vengo a farlo qui, davanti a tutti. La mia abiezione sarà la loro condanna. Stavolta saranno loro ad impazzire". Volse lo sguardo altrove, incapace di mettere più parole, sopraffatta da un pianto muto, represso con forza.
   "Se ti servisse un pappone..." cercò di sdrammatizzare Stefano.
   "Oh be'" esclamò Claudia riacquistando subito un certo buon umore "qui non avrei che l'imbarazzo della scelta. Ve l'ho detto: sembra tutto tranquillo, arcadico magari, ma di notte, nel buio o nella solitudine degli individui, succedono orribili cose. Ho sentito di ragazze violentate dal proprio padre... A proposito, stanotte dove vi fermate?"