Nonglici

   Non gli ci volle molto a riconoscere nelle persone improvvisamente sbucate nella radura, vicino al povero accampamento, gli aguzzini della sera prima. Lui imbracciava ancora il fucile e si muoveva come un animale che annusasse l'aria a sentirvi la preda, avanzando cautamente, osservando le tracce. Lei, a qualche metro di distanza, impugnava sempre la sua telecamera e ogni tanto lanciava un grido, si metteva in posizione di ripresa e filmava la sagoma demente che la precedeva. Nel vedere la tenda e la macchina s'arrestarono, poi lei cominciò a girargli intorno lentamente, filmando quegli oggetti silenziosi e inerti, mentre l'uomo prese ad avvicinarsi frugando con gli occhi nell'erba. A un certo punto sembrò avere trovato qualcosa e, chinandosi a terra, ne prese un oggetto che, per quanto piccolo e invisibile agli occhi dei ragazzi, parve stuzzicargli l'attenzione. Per un po', infatti, rimase fermo a osservarlo fra le mani, quindi, impugnatolo con la destra e sollevato il braccio, lasciò partire dei fendenti nell'aria come volesse pugnalare uno spettro.
   "Deve avere trovato un coltello" osservò Lisa.
   "E' il mio!" le fece eco l'amico. "M'è cascato fuori dalla borsa quando sono scivolato".
   "Ma che t'importa?" insistette Lisa. "Andiamocene, piuttosto!"
   "Aspetta un attimo, mannaggia! Se la polizia trova quel coltello magari pensa che siamo stati noi. Fammi vedere se lo porta via".
   Ma l'uomo non sembrava intenzionato ad andarsene. Anzi, col fucile in una mano e il coltello nell'altra, mentre la donna sempre più eccitata riprendeva ogni suo movimento e lo spronava con grida e con gesti, cominciò a volgere i suoi passi alla tenda. Stefano tirò fuori il binocolo per seguire più da vicino la scena, poi gli venne un'idea.