Nellepar

   Nelle parole della donna Stefano e Lisa ritrovarono immagini d'incubo, ferite ancora sanguinanti. Avrebbero potuto confermarle che quelle persone esistevano, che il vecchio non mentiva pur nella sua farneticante esaltazione, ma invece tacquero imbarazzati, non sapendo che dire né da che parte guardare. Antonia alzò un poco gli occhi, volgendoli verso la finestra, e continuò come una sibilla che avesse perduto la visione.
   "Poi sta via anche la notte. Qui intorno per la campagna, di notte, è un via vai di gente: chi viene a far l'amore, chi va per guardare, poi ci sono quelle donne e adesso, ho sentito, anche gli uomini che si fanno pagare. Dice che li deve salvare, ma io ho paura. Esce col fucile e tante volte torna ubriaco, coi vestiti e i pantaloni mezzo slacciati. M'hanno detto che va da una donna, una ragazza che poveretta è ritardata, che gli è morta la madre e ha il padre in galera, e tanti ne approfittano, soprattutto vecchi. Neanche si fa pagare... E stanotte, con quel tempo, chissà dov'era stanotte..."
   "Vuol dire che non era in casa?"
   "E' tornato stamattina, quando cominciava a far giorno, con la faccia stravolta e col fucile in mano"
   "Col fucile?" mormorò Lisa.
   "Non esce mai senza, la notte, e neanche lo potrebbe avere in casa dopo quello che ha fatto. Va in giro come un brigante, come un assassino".
   Anche quella notte Martino non tornò, ma come un nudo licantropo stette fuori a vagare per i campi. Stefano e Lisa invece, dopo un pomeriggio trascorso a consumare l'angoscia, desiderosi di appartarsi dal mondo e rifugiarsi fra le braccia amiche, soli e lontani da tutto, dopo un'attesa di ore, tremando ad ogni macchina che sentivano passare sulla strada nel timore di un visitatore ostile, trovarono da sistemarsi in una stanzetta sui sacchi a pelo distesi per terra. Lasciata Antonia alle sue stanze e richiusa la porta, si amarono fino a stordirsi, consumando nei baci, nell'ansioso cercarsi, nei giuramenti d'amore, nel ritmico contrarsi del ventre, negli occhi disperati e febbrili, ogni immagine e terrore della morte e ogni evidenza paurosa del male. Dopo l'amore s'addormentarono senza dire parola, vinti dal sonno e dall'oblio.