Nel corso del processo, che fu celebrato quando ormai Stefano e Lisa si erano laureati da tempo, successero fatti imprevisti. Dapprima il vecchio Martino, citato come testimone, in un momento di esaltazione proclamò di essere lui l'omicida denunciando anche il possesso del fucile. Poi, due giorni più tardi, un altro individuo, un impiegato dall'aspetto dimesso e dal viso spento, evidentemente colpito dalla proclamazione di Martino, si presentò in una stazione periferica dei carabinieri e confessò i suoi delitti. Abitava nel paese di Claudia e nessuno s'era mai accorto di niente, neanche la moglie, che pure conosceva le sue turpitudini e sapeva, per averlo visto più volte, che teneva in casa un fucile da guerra. |