Maviasar

   "Ma via! Sarà matto, alcolizzato, quello che vuoi, ma ce lo vedi a andare in giro di notte, e poi per ammazzare la gente? Ma hai visto com'era ridotto ieri sera?"
   Stefano non sembrava granché convinto, ma tuttavia, per una certa ansia di non rievocare le proprie paure, non la contraddisse. "Vediamo di andarcene in fretta, piuttosto" suggerì sottovoce "e per la notte che viene sarà meglio cercare qualcosa in affitto".
   Lisa sembrò meravigliata. "Ti sei già arreso?" disse. "Guarda che non abbiamo fatto del male a nessuno! Chi è che dovrebbe avercela con noi?"
   "Non so, forse ho dei dubbi sulla nostra innocenza... Ma no, non è questo, sono tutti i fatti inesplicabili che ci sono successi attorno... Dev'esserci un motivo, una ragione".
   Leonardo li aspettava in cucina con un sorriso imbarazzato sul volto. "Ho dato spettacolo, ieri" disse scusandosi.
   "Vedi piuttosto di andare alla polizia" replicò Stefano senza mezzi termini. "Stando zitto sei complice anche tu".
   Lisa gli lanciò un'occhiata, come a dirgli di non infierire.
   "Lo so" mormorò Leonardo sedendosi e versandosi il caffè "lo so: datemi tempo".
   "Qualunque cosa farai sarà fatta bene" provò a consolarlo Lisa "ma non puoi continuare così".
   "Qualunque cosa farò sarà un errore. Nella mia situazione non c'è scampo. Ho imparato che solo un male più grande può sconfiggere il Male. E ciò che noi chiamiamo Bene non è che un difetto nell'insondabile malvagità dell'uomo. Non c'è scampo".
   "Abbiamo creduto che fossi tu l'assassino" disse Lisa sorseggiando il caffè.