Lorgasmo

   L'orgasmo fu una tregua nel palpitare spasmodico dei muscoli e nel pulsare impazzito delle vene. Rimasero così, l'uno sull'altro, per lunghi minuti di abbandono e di benessere, finché lui non si ritrasse dal caldo rifugio in cui era stato accolto e Lisa non gli rotolò da un lato.
   "Hai visto?" Stefano interruppe quel silenzio e alzandosi a sedere prese un fazzoletto di carta. "Abbiamo infranto il patto" aggiunse asciugandosi e ricadendo al fianco dell'amica.
   "Colpa tua" mormorò lei ad occhi chiusi, le labbra atteggiate al sorriso.
   "Colpa mia?"
   "Mi sei saltato addosso, no?" Lisa gli si strinse al fianco guardandolo con scherzosa malizia e baciandogli una spalla.
   "M'è piaciuta la tua resistenza!"
   "Be'" sospirò l'amica "e chi voleva resistere?"
   "Però" riprese Stefano "in fondo non è neanche colpa nostra, ti pare?"
   Un velo di tristezza avvolse i due amici e la vuota penombra del sepolcro si riempì di un silenzio rugginoso, di un'atmosfera spessa e trepidante tagliata dal sibilo pungente del lume a gas, dove le forme contorte e allacciate dei ragazzi, distese sulla bruna terra, sembravano in attesa di un evento paventato e inespresso, ma pure ineludibile. La pena riaffiorava dall'oblio in cui lo spasmo dei sensi l'aveva confinata per un attimo.
   "Siamo al punto di prima" pensò Stefano mormorando appena le parole.
   "Che vuoi dire?"
   "Voglio dire che mi piaci, che ti desideravo da tanto, ma che adesso ti ho cercata perché ho avuto paura di morire".