Lisa stava vincendo quella sciocca scommessa e alla fine della partita sarebbe ritornata a casa sua. Ma l'animo oppresso, la visione della morte incontrata e sfuggita insieme all'uomo che amava, le impedivano quasi di muovere i pezzi. Entrambi percepivano ormai chiaramente come il proprio riscatto non fosse possibile che nell'unione dei corpi e delle vite, e in tale consapevolezza gli parve di avere ritrovato un'umbratile forma necessaria di quanto era successo e della loro vita futura. In silenzio, come seguendo riflessioni vorticose o le logiche spirali del pensiero, continuarono la partita sempre meno convinti di doverla concludere. Lisa, soprattutto, sembrava quanto mai svagata e nel giro di cinque o sei mosse, sorprendentemente, perse quasi tutto il vantaggio che aveva accumulato sull'amico. |