Lasciamo

   "Lasciamo passare qualche tempo" provò a dire "ho una paura folle che avessi ragione tu, che l'abbiamo fatto perché eravamo terrorizzati. E se adesso scopriamo che era proprio così? Se nella vita normale, poi, ci scoprissimo indifferenti l'uno all'altra?"
   "Vuoi dire che prima di quella notte non provavi niente per me? Ma se hai detto che l'avresti fatto comunque! Mi sono anche sentito in colpa per le fesserie che avevo detto prima".
   "Non so" concluse Lisa guardandosi le mani abbandonate sul grembo "non so neanch'io cos'è che voglio dire".
   Decisero di telefonarci per farci sapere che erano tornati e avevano da dirci delle cose. Rispose Francesca, e dallo sguardo quasi esterrefatto che aveva quand'ebbe riattaccato capii che doveva esserci qualche sorpresa, che qualche evento straordinario doveva essere capitato ai nostri amici.
   "Com'è che sono tornati così presto?" chiesi.
   "Non ne ho la più pallida idea" rispose Francesca scuotendo il capo perplessa "sono solo riuscita a capire che gli deve essere successo chissà cosa, e che ci aspettano a casa di Stefano. Per il resto stava facendo una gran confusione, pareva fumata, ha ripetuto due o tre volte la parola 'incredibile' e ha detto che non mi poteva dire nient'altro per telefono. Andiamo?"
   "Andiamo".
   Li trovammo che giocavano a scacchi sul tavolo di cucina, ma non ebbero difficoltà ad interrompere la partita, tanto più che avevano iniziato da poco.
   "Da quando in qua" cercai di canzonarli "vi date al gioco d'azzardo?"
   "Tu non te lo immagini nemmeno di che azzardo si tratta" replicò Lisa con un guizzo scherzoso negli occhi.