In breve avevano fatto un'altra scommessa scellerata: se avesse vinto Stefano sarebbero rimasti a vivere insieme, se avesse vinto lei sarebbero invece ritornati alle proprie dimore separate. Non sapendo che dire, per non fare torto a nessuno, o farlo a entrambi, mi venne solo da commentare che per me era una scemenza e che comunque vincesse il migliore. Dopo di che lasciai parlare Francesca, che evidentemente era curiosa di chiarire il mistero della telefonata. Quel pomeriggio fu la prima volta che i nostri amici ci raccontarono la loro assurda avventura, ed io ricordo che rimasi come folgorato dalla gratuità degli atti che con voce ora malferma ora davvero concitata Stefano e Lisa dispiegavano al nostro giudizio. Da quel primo confuso racconto, pur privo com'era di particolari anche importanti che solo in seguito venni a conoscere, ricavai una serie d'impressioni che si susseguirono, talvolta sovrapponendosi talvolta sostituendo la precedente, e che mi lasciarono alfine ammutolito ma come sollevato dopo un'angoscia profonda e segreta. Era come se anch'io avessi viaggiato con loro, ma un viaggio mio, diverso eppure uguale, un oscuro viaggio dello spirito che anch'io avevo compiuto senza avvedermene, forse in tempi remoti, e che solo in quel momento era riaffiorato confusamente alla memoria. |