Ilsonnot

   Il sonno trascorse agitato. Gli spettri del giorno ed i muti segnali di morte che costantemente frequentano la parte più oscura del nostro spirito passarono sui corpi inerti di Stefano e Lisa tormentandone il riposo. Avevano deciso di non montare la tenda. La notte infatti era calda, a dispetto dell'altura, e il cielo così pieno di stelle che non c'era alcun pericolo di pioggia. Risolsero pertanto di dormire all'aria aperta, Stefano nella sua amaca e Lisa invece dentro un sacco a pelo. Né lui né lei però, per quanto stanchi e provati, riuscirono a chiudere gli occhi per vario tempo, e solo a brevi tratti un torpore gravato da immagini e muti terrori li immerse in uno stato ipnotico di febbrile travaglio. L'udito gli si era fatto finissimo. Sembrava loro che torme di esseri notturni, dal passo più diverso, venissero a tendergli insidie. E anche Lisa quella sera provò il segreto impulso a coprirsi, a nascondersi sotto le coltri da quel frusciare continuo di fronde, da quello strisciare nell'erba, dai battiti d'ala improvvisi. Ma nessuna coperta, nessun labile schermo riusciva a dare loro coraggio, a farli sentire meno inermi e in balìa delle stelle.
   "Hai sentito?"
   "Che sarà?"
   "Dai, prova a dormire".
   "E' che qui si sta scomodi".
   "Vuoi fare a cambio?"
   Dialogavano sussurrando, come timorosi che qualcuno li udisse, poi subito tacevano, trattenendo il respiro e con gli occhi spalancati, restando in ascolto che nessuno si stesse avvicinando.
   Le prime luci dell'aurora li colsero spossati dall'insonnia, ma il chiarore montante del sole giunse ai loro corpi come un'improbabile assoluzione. Fu allora che si addormentarono, trovando pace all'angoscia delle membra. Avevano stabilito, la sera prima, di alzarsi all'alba e prepararsi in fretta, così da approfittare delle ore più fresche per pedalare. Ma il rilassamento tardivo fu ben più forte dei loro propositi e, per un paio d'ore dopo l'alba, non vi fu rumore né spettro che potesse distoglierli dal sonno più indifeso. Così, quando riportarono le biciclette sulla strada erano ormai le dieci passate.