Hodunque

   Ho dunque detto che Stefano e Lisa si incontrarono per un equivoco, ovvero una banale coincidenza. Adesso la mia compagna ed io facciamo vita ritirata e vediamo pochissima gente, ma quando abitavamo in quella soffitta non era raro che invitassimo qualcuno dei nostri amici a mangiare da noi, o a prendere un caffè, o anche soltanto a fare quattro chiacchiere. Un giorno di settembre, erano sicuramente i primi del mese perché faceva ancora caldo e le giornate le ricordo luminose, rammento che Francesca tornò a casa da una passeggiata in centro e, lasciandosi cadere sulla sedia per la stanchezza della lunga camminata, mi disse che aveva incontrato Lisa.
   "Che combina?" le chiesi.
   "Mah, tra un paio di mesi vorrebbe discutere la tesi. Anche lei ha passato agosto in città".
   "A studiare?"
   "A studiare. Ma è anche, da quanto ho capito, che non aveva nessuno con cui andare da qualche parte".
   Lisa aveva avuto una lunga storia, durata degli anni, con un ragazzo molto diverso da lei. Da qualche mese si erano lasciati e lo smarrimento per quello strappo nella vita, l'inquietudine e la malinconia dell'indipendenza, avevano ben presto fatto spazio ad un sottile pungente senso di liberazione. Aveva preso coscienza della sua forza di donna, si guardava intorno e godeva della propria disponibilità. Subito dopo la separazione si era concessa qualche fugace avventura, in pratica era andata a letto con due o tre che le piacevano, ma poi, quasi subito, si era come ritratta da quella frenesia di incontri. Non perché avesse raggiunto la pace dei sensi, ché anzi il suo carattere e i suoi istinti la inducevano talvolta a rimpiangere la passata assiduità amorosa, ma per dare un significato, come cercò di spiegarci, per trovare una dimensione spirituale agli appetiti della carne, così da goderne con i sensi e da arricchirne poi il piacere con l'intelletto.