Domanipr
"Domani..." provò a dire Lisa, mentendo.
"Ecco, domani ripartite".
"Va bene" acconsentì alla fine Stefano, precedendo il diniego dell'amica.
Il pomeriggio trascorse senza che nulla di notevole venisse a corrucciare la quiete apparente di quel luogo. Leonardo sembrava aver trovato un compromesso fra le sue molte angosce e andava intorno con aria indaffarata, entrando e uscendo dalla chiesa o sparendo dietro la canonica, sempre con qualcosa in mano, un attrezzo, un vaso... E sempre con un sorriso sul volto incavato. I due amici rimasero per lo più tranquilli a leggere, anche se Lisa sulle prime fu agitata da una certa inquietudine.
"Perché gli hai detto che rimanevamo?" chiese a Stefano quando furono soli.
"Be', dopo due notti in tenda come quelle che abbiamo passato, dormire sotto un tetto non ci farà male".
"Ma hai visto che tipo?" Lisa non voleva dirlo, ma le era balenata l'idea che fosse Leonardo che nella sua follia vagasse la notte a fare strazio di corpi. Non che lo credesse sul serio, ma era come una certezza inconscia, un'impressione che per quanto sgradita e fallace le colpiva gli occhi ogni volta che pensava a quel misero prete.
Leonardo fu felice di mostrargli la pieve e la sua povera abitazione con l'orto e il pollaio, ma non ebbe cuore di invitarli alla messa. Stefano e Lisa si sedettero fuori della porta e non poterono fare a meno di ascoltare le parole desolate, le solitarie invocazioni che risuonavano insensate nel buio della navata deserta. Lisa avvertì come un senso di colpa.
|