Coselech
"Cos'è?" le chiese Stefano.
"Valeriana. Dovrebbe farmi stare un po' tranquilla" rispose, ma non aveva voglia di parlare. Si girò dall'altra parte e rimase immobile, come se stesse già dormendo.
Ma ogni tentativo di avere quiete fu vano. Il sottile tessuto della tenda lasciava penetrare l'agitato silenzio della notte, senza però schermarne i pericoli. Era un silenzio percorso da presenze invisibili, eppure certe e incombenti, che toglievano il respiro e la possibilità di abbandonarsi al sonno.
"Sai a cosa penso?" provò a domandare Stefano quasi sottovoce, con le mani dietro la nuca.
"Mh" si sentì rispondere con tono quasi irritato.
"Ti ricordi Giovanni della Casa?"
Lisa si girò verso di lui, completamente sveglia, con gli occhi che mandavano minuti bagliori di stelle.
"O sonno" cominciò a recitare "o de la queta, umida, ombrosa notte placido figlio; o de' mortali..."
"...egri conforto" le si sovrappose Stefano "oblio dolce dei mali sì gravi ond'è la vita aspra e noiosa".
S'interruppero, come sconcertati dalla loro preghiera, da quell'invocazione pagana a un dio bizzoso e assente. Rimasero a lungo in silenzio, con gli occhi spalancati e senza alcun desiderio di dormire.
"Eppure ho l'impressione che ci stessero guardando, mentre facevamo il bagno" osservò infine Lisa sottovoce.
"A me ha stupito un po' vederti lì nuda in mezzo all'acqua..."
"Che razza di discorsi fai!" Lisa aveva quasi un tono di rimprovero. "Ormai ci siamo visti tante volte nudi, e anche adesso lo siamo".
"Sì, ma lì eri fuori, chiunque poteva vederti. Non so, io mi sono spogliato, ma mi sentivo pure in imbarazzo, un po' anche perché tu mi guardavi, non mi sembravi indifferente come al solito".
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