Ora che il libro è finito, posso dire che questa non è stata un'allucinazione... E' stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza... quell'unica convinzione mia che mi spingeva al viaggio tra le fiabe; ed è che io credo questo: le fiabe sono vere. [Italo Calvino] Davanti a noi sta ora, sia pure nel suo primo abbozzo, l'immagine del mondo magico. La radice di tale mondo storico affonda in una esperienza fondamentale: la presenza in rischio, che insorge a difesa della insidia che la travaglia. La presenza non resiste allo sforzo di esserci: fugge, si scarica, è sottoposta a influenze maligne, è rubata, è mangiata, e simili. Fugge e si scarica per le aperture del corpo, è rubata nelle peregrinazioni solitarie, è attratta dal cadavere, cade in soggezione per l'apparizione di qualche evento nuovo, emozionante, che rompe l'abitudine, che attrae comunque l'attenzione. In date circostanze, la perdita di orizzonte della presenza si spinge sino al punto che si diventa una eco del mondo, ovvero un posseduto, in preda a impulsi incontrollati. Vi è un oltre rischioso della presenza, un angoscioso travaglio del suo orizzonte... e, correlativamente, anche il mondo entra continuamente in crisi di orizzonte, e trapassa continuamente nell'oltre angosciante. [Ernesto De Martino] |