Ceunlago

   "C'è un lago!" gridò verso l'amico che era rimasto più indietro.
   In realtà si trattava di una pozza che la corrente del fiume lambiva appena, ricambiandone lentissimamente l'acqua. Quando Stefano giunse sul posto, Lisa si era già spogliata e, deposti i vestiti su un masso, completamente nuda cominciava ad immergersi in quello specchio limpido. Stefano si fermò a contemplarla, un po' stupito ma soprattutto felice per la bellezza dell'amica, per quell'ostentazione naturale e un po' incosciente che in lei poteva osservare. Di certo Lisa gli piaceva anche fisicamente. Non che sentisse l'impulso irresistibile a fare l'amore con lei, almeno non tanto da ammetterlo, ma era deliziato in senso estetico dalle forme del suo corpo e spesso, senza darlo a vedere, ne osservava con meraviglia i movimenti e le posture. Anche lei d'altro canto non era insensibile alla presenza corporea dell'amico, e più di una volta ne aveva ricercato il contatto, prendendogli la mano o magari abbracciandolo alla schiena quando dormivano assieme. Sentendosi osservata, Lisa si volse.
   "Che fai, il guardone?"
   "Sei sicura che non c'è nessuno qui attorno?" replicò l'amico con un lieve imbarazzo. "E l'acqua com'è?"
   "Vieni giù e sentirai".
   Alquanto circospetto e un po' perplesso, Stefano si denudò con calma e, un poco titubante, fece qualche passo nella pozza attento a non cadere. L'acqua non era gelata. Essendo poco più di una vasca, una piccola piscina d'acqua ferma appena penetrata dalla vicina corrente, il sole aveva avuto il tempo di intiepidirla. Stefano arrivò traballando fin dove lo aspettava l'amica con l'acqua che le lambiva l'inguine. Così vicini si osservavano, si trovavano buffi, non sapevano bene dove guardare. Si presero allora la mano per avanzare e sostenersi insieme finché lui, ad un tratto, non decise di buttarsi trascinando su di sé l'amica. Entrambi si misero ad annaspare ridendo di gioia, spruzzandosi in faccia, tuffandosi sotto con svelte giravolte e lottando come cuccioli. Nel punto più fondo l'acqua arrivava appena a coprirli, ma in basso non era così calda come sopra. Nel profondo di quel liquido avvertirono subito un brivido ghiaccio traversargli il torace e rattrappirgli i muscoli, ma nella foga del gioco e ritornando veloci in superficie, non ci fecero caso, fu un gelo momentaneo.