Bisognac
"Bisogna che vada" disse Martino appena trangugiato l'ultimo boccone "vo a vedere se mi riesce di saperne qualcosa" e, seguito dallo sguardo impaurito della moglie, s'alzò e andò fuori della stanza. Dopo qualche minuto ricomparve conciato da viandante, come l'avevano visto i ragazzi il pomeriggio prima: prese con sé la bibbia e uscì veloce senza dire parola.
Per un po' dopo che il marito fu uscito, Antonia rimase silenziosa e immobile, seduta a capo chino con gli occhi spalancati e fissi, le dita intrecciate sul grembo, in apparenza intenta soltanto a respirare. Poi con tono mesto, senza sollevare il viso, cominciò a parlare.
"Quell'uomo ci sono dei giorni che mi fa paura" disse. "Va via, sta via giornate intere, magari mi ritorna la mattina dopo, e io non so mai cosa va a fare. Lui dice che è cambiato, non è più quello di prima, ma certe volte vedeste come mi torna a casa!" Antonia sembrava discorrere in stato d'ipnosi, con voce monocorde e spenta, definitivamente delusa. "Va in giro, arriva anche lontano, poi va a dar fastidio alla gente per quella sua mania di far le prediche. Una volta l'ho visto tornare con la faccia tutta sanguinante, un occhio gonfio, i vestiti sporchi e strappati: m'ha detto che c'erano due, un uomo e una donna, che facevano le loro cose vicino alla strada come i cani, davanti a una bambina piccola. Lui gli è andato vicino per fargli la predica e loro l'avrebbero menato. Un'altra volta me lo sono visto arrivare che gli avevano dato una coltellata: per fortuna l'avevano preso di striscio a un braccio. Dice che c'era una contadina che aveva preso in trappola due o tre pantigane, quei topi grossi, e gli aveva dato fuoco con l'alcol. Lui è andato a dirgli che Cristo non voleva, che l'avrebbe punita. Allora quella ha chiamato il marito e il marito gli ha tirato una roncola, che l'ha preso al braccio. Chissà!"
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