Prefazione
Il problema dei problemi -
Chi vuole venire a Firenze per qualche giorno si
trova sempre di fronte al problema dei problemi:
trovare da dormire e da mangiare senza dover spendere
i risparmi di una vita, o chiedere un mutuo in banca,
o vendere i ricordi di famiglia (sempre che abbiano
valore commerciale). Anno dopo anno i prezzi degli
alberghi aumentano, mentre i soldi a disposizione
della maggior parte di noi sono sempre gli stessi (e
sempre pochi). Così, anno dopo anno, abbiamo dovuto
eliminare dalla nostra lista sempre più alberghi e
la maggior parte di quelli rimasti, pur restando
entro i nostri limiti, ha praticato aumenti di una
certa consistenza.
Un po' meglio, ci sembra, va per il
mangiare, dove invece si sono moltiplicati i locali
che offrono menù a prezzo fisso, grazie ai quali è
abbastanza agevole sfamarsi decentemente con 10-12
euro e talvolta anche meno. Fenomeno, questo, che
rende almeno possibile a squattrinati e parsimoniosi
il tanto vituperato turismo "mordi e
fuggi": si arriva la mattina, si vede quello che
è possibile vedere, si mangia un primo e
un'insalata, e la sera si riparte.
Un accorato appello - Il
timore è che questa situazione sia destinata a
durare e a farsi ancora più difficile: operatori
turistici e amministratori, infatti, si stanno dando
da fare perché frotte sempre più grandi e
indiscriminate di turisti si fermino anche a Firenze.
Con il risultato che la città sarà ancora più
affollata di persone a cui di arte rinascimentale non
interessa nulla, e che renderanno ancora più
difficile la vita a chi desidera visitare con calma e
in silenzio musei e monumenti. Ci permettiamo allora
un accorato appello: "Cari visitatori, se avete
un genuino interesse per i musei e le opere d'arte,
non fatevi trascinare in visite di gruppo veloci e
chiassose: venite da soli e, se possibile, scegliete
periodi dell'anno meno affollati. Ne guadagnerà il
vostro spirito e la vostra salute. Se invece musei e
opere d'arte non vi interessano, non dovete sentirvi
obbligati a lunghi e noiosi pellegrinaggi fra chiese
e pinacoteche: fate una gita al mare, un'escursione
in montagna, una passeggiata fra i boschi... Nessun
dottore ha mai ordinato una visita agli Uffizi!"
Alcune modeste proposte -
L'afflusso di masse sempre più numerose di persone,
tra l'altro, ha come effetto il moltiplicarsi di
iniziative e proposte di limitazione che normalmente
hanno un solo risultato: "far pagare un
biglietto" per controllare, conservare,
restaurare, bla-bla-bla
Siccome (dicono i
sagaci amministratori) troppe persone creano
problemi, sporcano, rovinano, ecc., mettiamo una
tassa d'ingresso, così entreranno un po' meno
persone e avremo i soldi per ripulire. In realtà,
per avere meno problemi di affollamento, basterebbe
ad esempio proibire le visite guidate di gruppo nei
luoghi più affollati (Uffizi, Accademia,
S.Croce
) dirottandole altrove; e per
trasformare i luoghi d'arte in attività redditizie
bisognerebbe forse impegnarsi in iniziative
imprenditoriali, evitando odiose gabelle. Ma visto
che l'andazzo è quello del chiedere soldi comunque,
allora tanto vale cercare di dare una mano ai nostri
bravi amministratori neo-borbonici, così che possano
istituire nuovi dazi e gabelle a cui forse non hanno
ancora pensato. Quindi: dopo la splendida trovata di
far pagare il biglietto al Giardino di Boboli,
nonché al Battistero; dopo la magnifica proposta di
far pagare il biglietto in tutte le maggiori chiese
monumentali (una vera vergogna!);
perché non mettere una tassa per l'attraversamento
dei ponti? 3 euro il Ponte Vecchio, 2 euro gli
altri! O perché non istituire un pedaggio per
camminare nel centro storico? Si potrebbero anche
obbligare i visitatori a indossare delle mascherine
che misurino i respiri e far pagare un biglietto su
ogni inspirazione: dopo tutto l'ariaccia inquinata di
Firenze è pur sempre aria artistica, e il fiato
della gente consuma i palazzi! Se le mascherine
sembrano scomode, perché non obbligare i turisti a
mettersi degli occhiali elettronici che calcolino gli
sguardi sulle opere d'arte? Chi venisse trovato senza
occhiali potrebbe essere condannato a fare tutta la
coda (2 ore, se va bene) per entrare agli Uffizi!
Informarsi per difendersi -
Scherzi a parte, le prospettive non sembrano rosee.
Ma anche in una città come questa, splendida e
cinica, vitalissima e pigra, ricca, aristocratica e
plebea, ci sono spazi dove è possibile sopravvivere:
anche per chi non ha nulla da comprare o da vendere e
pochi soldi in tasca. Firenze, come tutti i luoghi
turistici, può riservare delle brutte sorprese a chi
non può permettersi di spendere troppo. Ma diventa
una città come tutte le altre se si prendono le
dovute precauzioni informandosi prima: per sapere
quali sono i luoghi dove non andare, ma soprattutto
dove è invece possibile dormire, mangiare,
distrarsi, fare acquisti a prezzi ragionevoli e senza
sentirsi derubati.
Con questa guida vogliamo offrire
un piccolo servizio informazioni per aiutare turisti
e visitatori a orientarsi e a sopravvivere a Firenze,
con una selezione di alberghi, alloggi, ristoranti di
vario tipo, locali, negozi, ecc., dove sia possibile
andare senza il timore di sentirsi sparare prezzi
esagerati. Le liste sono senz'altro incomplete:
specialmente per i bar, i locali di ritrovo o i
ristoranti, ci sono novità ogni stagione, ed è
molto probabile che girando per la città troviate
qualche posto che ci è sfuggito e che invece meriti
una segnalazione. In questo caso fatecelo sapere
scrivendo alla nostra casella postale, così potremo
verificare ed eventualmente inserire il locale,
l'albergo o il negozio da voi segnalato nei prossimi
aggiornamenti della guida.
(P.P.)