Indice L'area di Broca
 
L'Area di Broca
Indice n.78-79
 

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"L'area di Broca", XXX-XXXI, 78-79, 2003-2004

Cinema / video / TV

 

Maria Pia Moschini

Glomantica
(Per un neoromanticismo globale. Ipotesi di un corto)

   

INTERNO GIORNO
(filtrato seppia)

SET
Casa astratta, contratta in bianco assetto.
Albume di neve in fiocchi (nevicata interna )

AZIONE PRIMA
Il gelo si rapprende nell'anima glomantica:
una rosa di brina inquadrata di lato,
un concetto di zoom reso idea conficcata nell'occhio,
indelebile trina.
E' l'anima una rosa? Rosa erosa, glomantica,
antica versione in petali d'amor cortese - aulente,
fiore non essiccato, ma strinato dal gelo, reso pietra,
scultura. Oggetto semovente.

AZIONE SECONDA
Si sposta ora la macchina (in carrè) sul letto sfatto.
Lenzuolo bianco, intatto, annodato a torchon
Casa trappola? Stanza cella, quadrata, illuminata
in alto da vetrata oscillante.
(Solo una ripresina di lato, quasi ammiccante).

AZIONE TERZA
Sul pavimento un guanto, lasciato andare
per fantasie perdute.
Un indizio? O un'ossuta trama a soggetto di oggetti
in apartheid?
Short - short yellow, un corto giallo in assenza di corpi:
L'assassino si è lanciato nel buio di

   

INTERNO NOTTE
(filtrato blu)

SET
Stessa stanza, altro gioco. Sul letto un gatto in attesa vibrata,
in vibrisse adombrata.
(Primo piano in fusione fané, velato. Stop.)

AZIONE QUARTA
Delitto della camera chiusa
Corpi assenti, fioca voce in ritaglio: colpi sordi alla porta,
qualcuno chiama... Marlene, Marlene/ senza Lilì.
(Ripetere l'inquadro, allungare, allungare in campo aperto,
non lasciarsi mai andare).

AZIONE QUINTA
In visione dall'alto un'ombra sul tappeto,
salta il gatto sul tavolo, s'inarca.
La voce scende scale, perde suoni.
Nel buio di Interno Notte una sottana
sfiora l'uscio.
Un orologio ansima, s'inceppa, il tic tac si fa acuto,
segue il passo.

AZIONE SESTA
Uno sparo deflagra, minuti a sfera rotolano,
si disperdono in out (ralenti sul finale).
Un minuto secondo tenta la fuga minimale.
Cessa il flusso d'immagine: l'assenza di orologio
lascia un'ombra glomantica, pervade l'occhio camera.

Fine, alfine, the end senza un happy di comodo.
Il tempo uccide il tempo.
Non c'è mai il lieto fine, final commedia.
E' la tragedia il rito in giallo shock.

                             Un yellow molto short

Firenze, 3 Novembre 2003

   

Glomantici

Generazione-ponte fra le rive del passato e del futuro, i glomantici sono una tribù dal profilo evanescente che si aggira per l'evo contemporaneo.
Devono il nome a Francesco Bonami, direttore della 50 Biennale di Venezia che, fondendo gli aggettivi "globale" e "romantico", ha etichettato il Dna di un gruppo sociale senza età innamorato della contradditorietà e dell'ironia, attratto dalla spinta totalizzante del presente e, al contempo, dall'individualità celata nel passato di ogni individuo.
In un certo senso i bisogni lasciano il posto ai desideri e agli stati d'animo, meno prevedibili e più duttili. Del resto, quella glomantica è la società della sfumatura, un "quotidiano alterato, "nu", dove "nu" sta per "nuance" ed indica un mood sospeso fra alta tecnologia e tradizione.
Globetrotters dell'anima, più che il quoziente intellettivo, i glomantici si preoccupano di coltivare il quoziente emozionale, la capacità cioè di essere empatici, in profonda connessione con gli Altri e il Mondo.

(Notizie tratte dalla rivista "Gulliver")
 


 
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