Arretrati L'area di Broca
 
Altri fascicoli

Leggi
le altre risposte

 

Materiali di riflessione e confronto
- Chi il poeta?
-
Salvo imprevisti (i numeri sulla "poesia")

Mediateca Italiana
 
Mediateca Italiana

 

 
L'area di Broca

Poesia XXI
cinque domande per provare a capire
cos', dov', dove va la poesia
in questo inizio di XXI secolo?

Gabriella Fiori: "Giorni che medito..."

La poesia per me: un universo parallelo

Giorni che medito che cosa per me la poesia. Da ieri so che a Feltre esiste il Museo dei Sogni, della Memoria e della Conoscenza e mi faccio aiutare.
   Da che ho memoria, versi fluttuano in me, intorno a me nella casa: come piume, come farfalle, lievissimi.
   I primi a posarsi, per formare una scena di pace luminosa, li recita il mio fratellino Cesare bello biondo in piedi sullo scalino del termosifone in sala da pranzo. "Un gattino accanto al fuoco si addormenta a poco a poco./ Nella culla dirimpetto dorme placido un bimbetto./ Fa la nonna un pisolino mentre veglia il nipotino./ Nel silenzio, all’ombre fide, passa un angelo e sorride." Adorabile Lina Schwarz, maestra la cui memoria venerata in un paesino del Varesotto; studiosa di Rosmini e di Rudolf Steiner, spero che le sue poesie riempiano ancor oggi le antologie preziose delle Elementari.
   Poi viene il mio esame fra seconda elementare (Suore Domenicane di via Manzoni) e terza (Regina Elena in via Masaccio). Recito con passione La notte santa di Guido Gozzano. Vago con Maria e Giuseppe per Betlemme in cerca di un rifugio e sento nei cieli sussurrare il Bambino. Allo scoccare della "mezzanotte santa" sono colma di lacrime e di luce. Fui chiamata "uccellino sapiente".
   Avrei ritrovato la Storia Sacra in Manzoni. "Era l’alba e molli in viso/ Maddalena e l’altre donne fean lamento sull’ucciso…". Il mio universo cominciava a formarsi, e io, innamorata della parola, scritta e letta, italiana e d’altre lingue, che mia madre con amorevole naturalezza mi andava insegnando: francese, inglese…, non lo sapeva.
   Nel mio universo c’ tutto: i continenti coi loro fiumi; l’America di Walt Whitman (l’immenso "materno Mississipi"), i boschi e campi di Robert Frost, il giardino di Emily Dickinson, l’ Europa con le sue citt: la Parigi di Baudelaire "triste e nera", la Chartres lumeggiante in fondo alla piana di Charles Pguy, la pulsante Milano di Clemente Rebora. In Italia, dai boschi di Virgilio dove l’eroe cammina "per amica silentia lunae" si passa a citt pi piccole come "le citt del silenzio" di D’Annunzio (a Lucca riposa Ilaria Del Carretto, la stupenda) fino al "Borgo" di Leopardi dove tocchi il cielo delle stagioni ("il giorno che ormai cede alla sera"). C’ la Firenze di Dante col suo "bel San Giovanni", che ho ritrovato nella poesia di Liliana Ugolini (piazze, angoli, vicoli). Ci sono persone amate: la zia Vera di Mariella Bettarini, che porto nel cuore per le ingiustizie subte, c’ la bambina di Lamartine, che per sua madre era "come una mano". C’ Jeanne, la nipotina di Victor Hugo, che chiede al complice nonno "la lune immense".
   Cieli, astri, orizzonti, fronzuti giardini ("bimbi tra le foglie" nei Quattro Quartetti di T. S. Eliot). Fra le valli sento rintoccare la "Campana di Lombardia" di Clemente Rebora.
   E con Ungaretti "m’illumino d’immenso".

[Gabriella Fiori]